Alla fine del 2012 il Common Italia è stato dichiarato in Stand-By.

Se si vuol capire come siamo arrivati a questa situazione si legga Storia del Common Italia e Rapporti con IBM, B.P. e Common Europe.
Se invece si vuole una idea di ciò che stiamo immaginando di fare si legga allora "Manifesto per un nuovo Common Italia".

Cosa aggiungere qui?

Common Italia ha alle spalle una lunga storia, fatta anche di errori: alcuni molto gravi e che hanno inciso molto sulla sua evoluzione. L'errore più grave però è stato forse quello di spostare tutto su un piano personale.

Questa non era e non vuole essere una associazione culturale o di hobbisti. Né una delle tante associazioni informatiche che ruotano attorno ad una applicazione. Era e vorrebbe essere ancora una associazione di professionisti che mettono al centro della propria iniziativa i rapporti con le aziende, in principal modo le Piccole e Medie Imprese (PMI).

Oggi il contesto non è più quello dei momenti d'oro. Non solo le imprese non hanno più budget importanti da investire in tecnologia, ma è cambiato anche il contesto economico e strutturale nel quale operano le aziende stesse.
Grazie ad Internet è poi cambiato anche il modo di relazionarsi: tra colleghi, con i Business Partner, con le aziende.

Un nuovo Common Italia non può che partire da qui: da una idea diversa di associazione; da un modo diverso di relazionarsi; da obiettivi diversi da quelli che ci si dava anche soltanto pochi anni fa, prima che questa crisi economica pesantissima rimettesse tutto in discussione.

Vogliamo mantenere il nome e non solo perché storicamente ci appartiene, ma perché quei valori di solidarietà personale e professionale sono ancora attuali. Sempre però rispettosi delle nostre differenze perché la storia di ciascuno di noi ha la sua importanza.

Se ciò sarà possibile lo vedremo molto presto. Altrimenti potremo dire di averci almeno provato.

Giorgio Sommaruga
(Presidente pro tempore)

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