La storia del Common Italia si intreccia con quella di altre realtà ed è una storia che parte da lontano. Non si può conoscere, capire e, se vogliamo, anche apprezzare la storia del Common Italia senza ben comprendere il contesto nel quale esso è cresciuto.

La nascita dei Common

Il Common Nord America

Negli anni 60 alcuni amici che lavoravano tutti su macchine IBM si riunirono per affrontare i loro comuni problemi e decisero per questo di fondare una associazione che chiamarono Common.
Questo nome, Common, non nasconde un significato dietro ad un acronimo, ma è, appunto, l'aggettivo "comune", in Inglese, usato proprio per sottolineare la volontà di affrontare problemi condivisi da tutta la comunità.

Attorno ad un tavolo di cucina nasceva così una delle più importanti e più longeve associazioni professionali.

Tra i valori fondanti del Common c'erano:

  • la formazione professionale;
  • la condivisione del know-how;
  • il sostegno nella promozione della propria professionalità;
  • la intermediazione con IBM.

I Common nazionali

Negli anni immediatamente successivi l'iniziativa venne ripresa in tutto il mondo. Alcune delle associazioni sorsero richiamando il nome "Common" nel proprio nome; altre vennero fondate con un nome differente, ma pur sempre rifacendosi ai valori del Common Nord America come venne ben presto identificato.

In Italia l'associazione riprese nel nome anche la sigla commerciale della macchina IBM di riferimento; cambiò perciò nome più volte fino all'ultimo ARSI/400 dove ARSI stava ad indicare Associazione Responsabili Sistemi Informativi e 400 si riferiva al Sistema Midrange IBM AS/400.

Attraverso le associazioni Nazionali, IBM poteva fare riferimento indiretto alla propria clientela non solo per la promozione commerciale, ma anche per sondare il loro parere sulle novità in cantiere, tanto che delle vere e proprie anteprime venivano organizzate per le sole associazioni, così come erano previsti servizi di maggiore supporto o per rilevare l'emergere di desiderata comuni a tanti (ed ecco ancora il richiamo al nome).

Il Common Europe

Negli anni 70 le associazioni Europee, tra le quali il "Common Italiano" fondarono il Common Europe. Questa non è una associazione di utenti, ma una "associazione di associazioni"; una sorta, cioè, di "parlamento" che aveva lo scopo di meglio coordinare le relazioni con IBM e con il Common N.A.

Inoltre il C.E. sosteneva le iniziative dei singoli "Common nazionali" attraverso la distribuzione delle risorse economiche che ciascuno centralizzava in funzione delle proprie disponibilità. In questo modo le associazioni più solide e numerose aiutavano quelle più piccole.

I Congressi del Common

A quei tempi l'unico modo per condividere le proprie esperienze ed il proprio know-how era partecipare a dei "congressi".

Da bravi yankee, gli amici del Common N.A. organizzavano dei congressi che non erano soltanto importanti eventi tecnici, ma dei veri e propri eventi con una notevole componente ludica.

I CEC (Common Europe Congress)

Il Common Europe non fu da meno ed organizzò i CEC (Common Europe Congress): ogni anno in una sempre differente città Europea veniva organizzato un evento su più giorni nei quali, oltre alle numerose sessioni tecniche, venivano organizzate escursioni e manifestazioni ludiche che spesso richiamavano particolari episodi storici della città ospitante. A completamento della componente ricreativa erano previste delle serate di intrattenimento al termine di ogni giornata ed una cene di gala finale.

I costi di organizzazione dei CEC erano coperti dalle sponsorizzazioni da parte di IBM e dei suoi Business Partner, oltre che da dei fee di ingresso dal costo non proprio popolare; d'altra parte i partecipanti erano principalmente manager di aziende che potevano sostenere il costo di iscrizione.

Il "terremoto" di fine millennio

Tra il 1995 ed il 2005 si assistette a profondi cambiamenti che incisero radicalmente non soltanto a livello tecnologico, ma anche nella concezione stessa dell'Information Technology da parte delle aziende. Mutarono perciò anche i rapporti nel Common, tra i Common e tra i Common ed IBM.

I PC e la fine della centralità dei Sistemi Midrange

La sempre maggiore diffusione dei PC e dei Server con CPU Intel mise in crisi la centralità dei sistemi come AS/400.

  • Molte piccole aziende lo abbandonarono per migrare ai più economici server Microsoft o Linux, mentre nelle aziende più grandi si installavano server dipartimentali.
  • Nella maggior parte delle aziende c'erano comunque server per la gestione centralizzata dei documenti, la posta elettronica, il proprio sito web, ecc.
  • Le applicazioni Client / Server utilizzavano l'AS/400 come un semplice server, per giunta costoso.

Anche il consolidamento di più server di dimensioni inferiori su un unico server più grande implicitamente sminuiva il ruolo degli AS/400 come server applicativi.

La crisi della centralità IT nelle aziende

Le nuove tecnologie hanno però cambiato anche il modo di considerare i servizi informatici aziendali e, di conseguenza, il ruolo delle figure professionali IT.

  • I programmatori AS/400 conoscevano bene l'RPG, ma non conoscevano affatto i nuovi linguaggi come Delphi, C++, Java, PHP, ecc.
  • Molto differente era anche il modello di sviluppo perché basato sulla programmazione ad oggetti e la separazione della logica di business dalla logica di presentazione.
  • Lo staff stesso, basato sugli abituali ruoli di analista e programmatore, risultava inadeguato per un modello di sviluppo molto più fluido.
  • Anche i sistemisti AS/400 si trovavano in difficoltà con la gestione dei PC e dei server Intel con sistemi operativi Windows e Linux.
  • Le reti TCP/IP e Internet richiedevano competenze assai diverse rispetto a quelle necessarie per le connessioni Twinax degli AS/400.
  • Soprattutto i Responsabili di Funzione, pur con una grande esperienza alle spalle, si trovavano in forti difficoltà a gestire le novità.

Viceversa:

  • I più giovani non avevano mai visto un AS/400 perché scuole ed università puntavano su altre tecnologie; l'RPG, poi, era per loro soltanto un gioco di ruolo.
  • La visione "PC centrica" non aiutava ad accettare la solidità ed il ruolo strategico dei sistemi midrange nelle aziende.
  • La mancanza di un ambiente grafico alternativo ai terminali 5250 rendeva facile il luogo comune di un AS/400 quale residuo preistorico; luogo comune sapientemente alimentato da una campagna marketing che IBM non ha mai saputo efficacemente contrastare.

Il ruolo dell'outsourcing

Nelle aziende si faceva così largo la opinione che l'intero staff informatico fosse inadeguato ed andasse perciò rinnovato, ringiovanito e, laddove possibile, esternalizzato.

In quegli anni l'outsourcing è stato pubblicizzato dalle aziende informatiche, IBM compresa, come una delle principali soluzioni per abbattere i costi ICT. Uno dei cavalli di battaglia fu proprio la cessione all'esterno dell'intero sviluppo applicativo perché le aziende si potessero, anzi si dovevano concentrare sul proprio core business.

Usciamo da questo periodo storico con il ruolo del Responsabile Informatico (o Capo Centro, IT Manager, Responsabile dei Sistemi Informativi, ecc.) profondamente ridimensionato. Non era più una figura centrale di indirizzo e talvolta anche di decisione, spesso in staff al Top Management se non sua parte integrante, ma con un ruolo minore ricoperto da figure tecniche incaricate di un mero servizio di supporto agli utenti da poter eventualmente cedere anche questo in outsourcing.

La vera Direzione dei Sistemi Informativi passava perciò nelle mani di altre Funzioni Aziendali quali la Direzione Generale, la Direzione Commerciale o la Direzione Amministrativa.

L'impatto di Internet nel disimpegno degli associati

La diffusione di Internet non solo favorì l'evoluzione tecnologica, ma rese non più così determinante il presenziare agli eventi.

Le novità e le specifiche tecniche si potevano consultare direttamente sul portale di IBM o scaricando un PDF mentre il supporto lo si poteva trovare direttamente in un forum, magari gestito direttamente da IBM senza bisogno di intermediari, dove si potevano condividere le esperienze di altri colleghi.
Tutto questo sempre in tempo reale e non più una volta al mese come succedeva con gli eventi. Partecipare ad un evento poteva perciò essere ancora l'occasione per incontrare di persona i colleghi, ma i benefici erano certamente assai ridotti.

Inoltre le aziende, soprattutto le Piccole e Medie Imprese (PMI), dopo aver investito fiumi di denaro per aggiornare i propri sistemi informatici a causa del baco del millennio, prima, e successivamente per adeguarsi all'introduzione dell'Euro, si resero molto meno disponibili a finanziare ancora le iscrizioni alle associazioni e ancor di meno la partecipazione dei propri addetti ad eventi che non avevano un diretto riscontro con le specifiche esigenze aziendali.

Le scarse disponibilità economiche, il ruolo minore degli eventi, la minore responsabilità degli stessi colleghi nelle loro aziende contribuì non poco al calo delle iscrizioni ed al personale disimpegno degli associati.

Evoluzione da ARSI a Common Italia

Il cambio del nome ed il nuovo modello organizzativo

Nei primi anni 2000, IBM cambiò il nome del suo Sistema Midrange da IBM AS/400 a IBM iSeries. Contemporaneamente vennero chiuse in Italia le due fabbriche ed i laboratori di ricerca e sviluppo. Lo staff tecnico gradualmente venne ridimensionato a vantaggio della struttura commerciale e del marketing.

ARSI/400 dovette perciò non solo decidere se adeguare il proprio nome al nuovo brand IBM e chiamarsi così ARSI/iSeries, come già avvenuto in passato, ma piuttosto se chiamarsi in tutt'altro modo e contestualmente darsi un nuovo modello organizzativo che potesse far fronte della nuova situazione aggravata dal venir meno del supporto tecnico di IBM.

L'assemblea dei soci, su proposta del nuovo direttivo, decise così di chiamarsi semplicemente ARSI, Associazione Responsabili Sistemi Informativi, per sottolineare che il nuovo indirizzo era orientato più ai colleghi che alla tecnologia di riferimento.

ARSI si strutturò per Gruppi di Lavoro, coordinati attraverso una propria piattaforma IBM Lotus Domino - Notes. Inoltre venne attivato un proprio portale Internet per mantenere comunque i contatti con coloro che non avevano sottoscritto la propria adesione.

Il nuovo modello per gli eventi

Soprattutto cambiò radicalmente il modello degli eventi, passando da eventi commerciali principalmente organizzati da IBM ed i suoi Business Partner, ad eventi di indirizzo organizzati in proprio e nei quali gli obiettivi erano principalmente:

  • focus su ciò che comportava l'adozione di una data tecnologia o un certo strumento;
  • case history e best practices;
  • il coinvolgimento del Management aziendale.

In altre parole, non si voleva più replicare agli eventi ufficiali di IBM e dei B.P. ai quali ciascuno poteva già assistere, né si voleva organizzare eventi puramente tecnici per i quali si potevano benissimo organizzare dei seminari dedicati. Si intendeva invece fornire ai colleghi gli strumenti per meglio valutare e calibrare la propria decisione sul piano tecnico - organizzativo.

Per l'occasione si diceva: "IBM ed i suoi B.P. sanno ben venderci il Paradiso; se ci troviamo nei guai, sanno tirarci fuori dall'Inferno; noi però dobbiamo affrontare da soli il Purgatorio al quale andremo sicuramente incontro".

Questa impostazione mirava a rafforzare nuovamente nelle aziende l'immagine dei Responsabili dei Sistemi Informativi e migliorare la comunicazione verso le altre Direzioni Aziendali.

I nuovi rapporti con IBM ed il Common Europe

Il venir meno del supporto tecnico di IBM ed il nuovo modello di organizzazione degli eventi creò dei contrasti con la struttura commerciale di IBM la quale riteneva che la scarsa partecipazione agli eventi "tradizionali" fosse dovuta alla non adeguata promozione da parte di ARSI e non invece al fatto che la stessa IBM organizzava eventi identici in varie città, ma di maggior qualità rispetto a quella che ARSI poteva garantire nella sola unica sede di Milano.

Viceversa gli eventi ARSI vedevano sempre una folta partecipazione di decine di persone, spesso provenienti anche da altre Regioni e con un rapporto tra iscritti e partecipanti sempre superiore al 90%; in un caso si dovette persino replicare l'evento in un'altra città per far fronte alle richieste.

Il problema venne portato all'attenzione del Common Europe perché attraverso i suoi rapporti con IBM Europe, si potesse migliorare il supporto tecnico logistico con IBM Italia.

Inoltre la scarsa considerazione del C.E. verso i problemi dell'associazione Italiana veniva continuamente sottolineata in tutte le occasioni.

Il nuovo Common Italia

ARSI era una associazione di IT Manager presso Piccole e Medie Imprese, là dove invece questa figura stava invece pian piano sparendo. L'inizio della più grande crisi economica complicava ulteriormente le cose. Occorreva perciò un cambio di rotta radicale.

Nel 2009 venne perciò chiusa ARSI e fondato il Common Italia che contrariamente alla prima non limitava le iscrizioni alle sole figure di responsabilità aziendale, ma anche ai tanti tecnici e Freelance che da sempre operavano nel mondo IBM AS/400, o IBM Power System i come adesso si chiamava il sistema midrange di punta della IBM.

Negli anni di più profonda crisi, con le aziende che chiudevano e chi si dava fuoco dalla disperazione, Common Italia nasceva riprendendo gli obiettivi di solidarietà del primo Common Nord America:

  • la formazione professionale;
  • la condivisione del know-how;
  • il sostegno nella promozione della propria professionalità;
  • la intermediazione con IBM ed i B.P.

La formazione Common Italia

Oltre a dei seminari tecnici con l'accesso gratuito, vennero organizzati dei corsi su RPG ed AS/400 accessibili con dei costi molto contenuti; detratte le spese vive di organizzazione, principalmente per l'affitto delle aule attrezzate, il ricavo andava integralmente al docente.

Si voleva così sostenere sia le piccole aziende che i colleghi in difficoltà.

IBM contribuì notevolmente alla riuscita di questa iniziativa mettendo a disposizione non soltanto un importante contributo economico, ma anche risorse tecniche ed i suoi migliori collaboratori per l'organizzazione dei seminari.

Il supporto ai colleghi

Vennero inoltre attivati quattro portali:

  • Men in Blue: portale dedicato alla autonoma promozione dei colleghi;
  • Jobs for Blues: portale che metteva in relazione i colleghi con quanti cercavano personale da assumere;
  • Task for Blues: portale che metteva in relazione i colleghi freelance con le aziende;
  • Common Directory: portale aperto ai freelance ed ai B.P. per la promozione di prodotti e servizi specificatamente dedicati ad AS/400.

Il CEC 2011

Nel 2010 il Common Italia si candida ad organizzare per la prima volta in Italia il Common Europe Congress. La candidatura avviene attraverso un progetto descritto in un vero e proprio Business Plan di oltre 30 pagine nel quale si indicava chiaramente quali fossero le condizioni con le quali il C.I. si assumeva la responsabilità del progetto:

  • Agenda con un profilo tecnico e di indirizzo. I B.P. invitati avrebbero presentato le loro soluzioni con questa impostazione.
  • Responsabilità dell'agenda nelle mani di uno staff tecnico del Common Italia.
  • Traduzione Simultanea Inglese / Italiano per tutte le sessioni.
  • Accesso gratuito alla quasi totalità delle sessioni; era richiesto un contributo, modesto, per le sole sessioni con un taglio "formativo".
  • Rinuncia all'organizzazione di tutte le manifestazioni ludiche.
  • Rinuncia al catering gratuito. La manifestazione si sarebbe svolta in una struttura dove erano presenti degli spazi bar e ristoranti.
  • Area espositiva per i B.P. di tipo classico, con veri e propri stand;
  • Campagna di promozione marketing interamente gestita dal Common Italia.

 La motivazione era molto chiara:

  • L'Italia era il primo mercato Europeo per la piattaforma AS/400, secondo soltanto a quello degli USA. Andava perciò rispettata la specificità di un mercato dove erano prevalenti le Piccole e Medie Imprese (PMI).
  • Inoltre, il contesto economico era particolarmente grave, più che nei Paesi del Nord Europa; quindi non si poteva prevedere adesioni con fee di ingresso, soprattutto se elevati, come invece era stato previsto nei CEC precedenti.
  • Era perciò necessario tagliare tutti i costi non strettamente necessari, come la parte ludica ed il catering gratuito.
  • La copertura dei costi doveva essere assicurata dai Business Partner ai quali però doveva essere assicurata una elevata partecipazione di utenti Italiani e non soltanto le abituali poche decine provenienti dal resto di Europa.

 Approvato il progetto e raccolta l'adesione da parte di IBM Italia e di 30 Business Partner provenienti da tutto il mondo, il progetto è stato man mano snaturato:

  • L'agenda ed il Marketing è stata curata esclusivamente dal Common Europe e da IBM;
  • il Common Italia si è occupato solo della parte logistica seguendo i dettami del Common Europe;
  • il Fee di Ingresso è stato mantenuto.
  • è stato confermato il catering gratuito, gli after hours a fine giornata, la cena di gala con spettacolo.

Le conseguenze non potevano essere che quelle paventate sin dall'inizio:

  • quasi 500 presenze, ma molto meno di quanto si era previsto con l'ingresso gratuito;
  • scarsa partecipazione da parte delle aziende clienti Italiane;
  • sale pressoché deserte;
  • budget sforato per circa il 30%.

2011: Tutto finito?

CEC 2011 è stata la cartina di tornasole di tutto ciò che non stava funzionando da tempo:

  • La proposta del Common Europe è appiattita sul modello adottato dai Paesi del Nord Europa dove prevalgono nei "Common nazionali" le grandi aziende.
  • Il fatto che il Mercato Italiano sia il più importante non giustifica una attenzione diversa ed anzi la solidarietà verso una associazione in difficoltà è subordinata a processi burocratici ed ad un modus operandi che non hanno alcun senso.
  • Non si parte dal presupposto di fare ciò che serve, ma di fare ciò che si è sempre fatto senza minimamente curarsi se questo sia ugualmente possibile farlo in un contesto economico e strutturale completamente differente.
  • Per contro, in ARSI, prima, e successivamente nel Common Italia c'era chi ancora credeva che IBM e B.P. fossero sempre disposti a foraggiare ogni iniziativa a prescindere da ogni logica commerciale soltanto vantando un qualche "blasone" che si richiama ai bei tempi che furono.

Nel 2012 Common Italia ha comunicato al Common Europe che non intendeva più farvi riferimento se non cambiava il modello organizzativo; nessuno ha mai voluto contestare i modelli in uso presso gli altri Paesi, ma il Common Europe, proprio perché era ed è tuttora un organismo sovra nazionale, doveva gestire i rapporti con maggiore flessibilità tenendo in debita considerazione le specificità e le necessità di ogni singolo Paese.

Per tutta risposta il Board di C.E. ha dato la rappresentanza Italiana ad una nuovissima associazione creata da due ex membri del C.I., incurante del fatto che il Common Italia è stato tra i fondatori del C.E.

Negli anni successivi sono stati mantenuti i contatti con il nuovo Presidente del Common Europe che manifestava comprensione per la posizione del Common Italia, ma si trovava lui stesso in difficoltà a cambiare rotta senza entrare in conflitto con le altre posizioni ormai consolidate da tempo  nel Board. C'era poi il problema della rappresentanza ufficiale, la cui soluzione auspicava fosse trovata in una ricomposizione tra le due associazioni Italiane, cosa però rifiutata dall'altra.

L'ultimo contatto era teso ad individuare la possibilità di organizzare un incontro tra il Board di C.E. e le due associazioni. Un incidente stradale ci ha però privato non solo di un amico sincero, tra i pochi in C.E. attenti alle ragioni del Common Italia, ma con lui forse l'ultima possibilità di cambiare le cose.

Più che le difficoltà economiche che sono derivate da CEC2011, dalla forte polemica che si è innestata tra Common Italia e Common Europe, dalla scissione di alcuni, dalle difficoltà a dover ripartire per la terza volta in pochi anni, quello che più a frenato la ricostruzione di Common Italia è stata l'assoluta mancanza di punti di riferimento.

Se sia possibile o no ricominciare, questa è... un'altra storia.

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